Torino Fantasy II edizione: i video del convegno





I draghi di Torino e altre creature fantastiche: il primo intervento del convegno Torino Fantasy II edizione. I prossimi saranno pubblicati sempre in questo post!

Qual è il lato “fantasy” di Torino

Si aprirà con questa domanda il convegno, organizzato da Francesco Albano (presidente dell'associazione Archivio Sergio Albano), rilanciando una Torino fantastica, fonte di ispirazione per architetti, artisti, scrittori, guide turistiche, e non solo. Il Piemonte ha un fascino assorto e fuori dal tempo, un non so che di misterioso celato fra i luoghi della storia e gli aspetti più caratteristici del capoluogo subalpino. Chi conosce bene Torino sa quanto poco le si addica lo stereotipo di città fredda e austera. A renderla affascinante non è solo il suo dedalo di edifici tra il Barocco e il Liberty, ma un'infinità di spunti e suggestioni reali, tangibili, autentiche. 
Torino che ispira viaggi fantastici, che solletica l'immaginazione e diverte. Persino le statue e le decorazioni dei suoi palazzi e dei suoi monumenti "sanno di fantasy". L'analisi del fantastico si appresta con questo incontro a far conoscere alcuni suoi aspetti attraverso immagini, romanzi, leggende e miti anche a quei cittadini che continuano a vedere sempre tutto come avvolto da un velo di esoterismo.
Anche le "magie" del marketing legate all'esoterismo, ai triangoli bianchi e neri, fanno parte di Torino Fantasy, perché pur non avendo mai avuto alcuna vocazione in merito, Torino è famosa per i suoi miti esoterici  creati, per gioco e scherzo, da viveur, giornalisti e appassionati di mistero. E lo scopo di questo convegno è anche quello di fornire un'alternativa al suo lato oscuro, pur legandosi sempre al potere evocativo delle sue atmosfere, curiosità e leggende, ma in modo più sobrio e imparziale. 
Scopriremo che il Fantasy purtroppo è ancora considerato un genere per bambini e nerd, nulla di più lontano dal vero: nel corso della prima edizione i nostri sforzi si sono concentrati nell'indagare la presenza del fantastico nella letteratura italiana, analizzando alcuni autori in diverso modo legati all'ambiente torinese e piemontese. Passando attraverso bizzarrie architettoniche e ai luoghi che hanno ispirato racconti e opere fantasy, sono state esplorate infine le dinamiche sociali, culturali e psicologiche che, sin dagli albori, hanno portato l'uomo a fantasticare.
In questa seconda edizione scaveremo ancora più in profondità, andando a stanare tutti i draghi e le creature fantastiche nascoste per le vie di Torino, cercando similitudini con personaggi del cinema fantasy. Indagheremo quindi il rapporto tra fantasy e fantascienza, attraverso  letteratura, televisione e videogiochi; scopriremo come nasce una saga fantasy tra le montagne della Val di Susa e infine saranno tratteggiate le principali caratteristiche stereotipate del mito della città magica. 

11 febbraio 2018 - TORINO FANTASY - convegno presso il MUFANT (Torino)



"TORINO FANTASY" II edizione. Convegno sul fantastico in Torino (arte, cinema e letteratura) 

Quando: domenica 11 Febbraio 2018, ore 16:00. Luogo: Mufant - MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino; via Reiss Romoli 49 bis - Torino. Curatori: Francesco Albano. Enti promotori: Comune di Torino, Mufant, associazione Archivio Sergio Albano

Ingresso: 

Biglietto intero adulti € 7
Biglietto ridotto € 6: studenti universitari; senior over 65 anni, giornalisti, diversamente abili

Biglietto ridotto Kids € 4,5: dai 4 ai 10 anni
Entrata gratuita: bambini con meno di 4 anni

Visita guidata per gruppi (da 5 persone in su): € 9

Abbonamento Musei Torino Piemonte: entrata gratuita eccetto le giornate con eventi in programma per le quali è previsto il  biglietto ridotto di € 4,5

Per informazioni: tel. 3498171960 / e-mail info@mufant.it

COMUNICATO STAMPA

Convegno "Torino Fantasy" - un viaggio fra leggenda, arte e cultura
Interventi di scrittori ed esperti sul tema del fantastico, del fantasy e della sci-fi

Seconda edizione del convegno "Torino Fantasy" domenica 11 febbraio, alle ore 16:00 presso il Mufant - MuseoLab del fantastico e della fantascienza di Torino - via Reiss Romoli 49 bis, nell'ambito della rassegna "Eroi di Carta". 

Qual è il lato “fantasy” di Torino? 

Si aprirà con questa domanda il convegno, organizzato da Francesco Albano (presidente dell'associazione Archivio Sergio Albano), rilanciando una Torino fantastica, fonte di ispirazione per architetti, artisti, scrittori, guide turistiche, e non solo. Il Piemonte ha un fascino assorto e fuori dal tempo, un non so che di misterioso celato fra i luoghi della storia e gli aspetti più caratteristici del capoluogo subalpino. Chi conosce bene Torino sa quanto poco le si addica lo stereotipo di città fredda e austera. A renderla affascinante non è solo il suo dedalo di edifici tra il Barocco e il Liberty, ma un'infinità di spunti e suggestioni reali, tangibili, autentiche. 
Torino che ispira viaggi fantastici, che solletica l'immaginazione e diverte. Persino le statue e le decorazioni dei suoi palazzi e dei suoi monumenti "sanno di fantasy". L'analisi del fantastico si appresta con questo incontro a far conoscere alcuni suoi aspetti attraverso immagini, romanzi, leggende e miti anche a quei cittadini che continuano a vedere sempre tutto come avvolto da un velo di esoterismo.
Anche le "magie" del marketing legate all'esoterismo, ai triangoli bianchi e neri, fanno parte di Torino Fantasy, perché pur non avendo mai avuto alcuna vocazione in merito, Torino è famosa per i suoi miti esoterici  creati, per gioco e scherzo, da viveur, giornalisti e appassionati di mistero. E lo scopo di questo convegno è anche quello di fornire un'alternativa al suo lato oscuro, pur legandosi sempre al potere evocativo delle sue atmosfere, curiosità e leggende, ma in modo più sobrio e imparziale. 
Scopriremo che il Fantasy purtroppo è ancora considerato un genere per bambini e nerd, nulla di più lontano dal vero: nel corso della prima edizione i nostri sforzi si sono concentrati nell'indagare la presenza del fantastico nella letteratura italiana, analizzando alcuni autori in diverso modo legati all'ambiente torinese e piemontese. Passando attraverso bizzarrie architettoniche e ai luoghi che hanno ispirato racconti e opere fantasy, sono state esplorate infine le dinamiche sociali, culturali e psicologiche che, sin dagli albori, hanno portato l'uomo a fantasticare.
In questa seconda edizione scaveremo ancora più in profondità, andando a stanare tutti i draghi e le creature fantastiche nascoste per le vie di Torino, cercando similitudini con personaggi del cinema fantasy. Indagheremo quindi il rapporto tra fantasy e fantascienza, attraverso  letteratura, televisione e videogiochi; scopriremo come nasce una saga fantasy tra le montagne della Val di Susa e infine saranno tratteggiate le principali caratteristiche stereotipate del mito della città magica. 

Interverranno:

Francesco Albano (1981), laureato in Scienze Forestali e Ambientali presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Torino, tramite l'associazione Archivio Sergio Albano organizza eventi culturali al fine d'incentivare la conoscenza e lo studio dell'opera del pittore Sergio Albano. Ha da poco aperto un canale YouTube per parlare delle mistificazioni legate alla Torino magica ed esoterica.

Enrico Villois (1985), laureato in Lettere con una tesi in Filologia italiana dal titolo “Esempi di onomastica pascoliana”; consegue la laurea magistrale in Filologia, letteratura e linguistica italiana discutendo la tesi dal titolo “Un terzo laudario di Modena”. 

Federico Ghirardi (1990), laureato in Lettere ha esordito nella narrativa a sedici anni con Bryan di Boscoquieto nella terra dei mezzidemoni e con il secondo libro della saga, Bryan di Boscoquieto e il Talismano del Male, ha vinto il Premio Nazionale di Arti Letterarie 2009.

Massimo Centini (1955), l laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Docente a contratto, ha lavorato al Museo di Scienze Naturali di Bergamo; docente di Antropologia culturale presso la Fondazione Università Popolare di Torino e di “Storia della criminologia” ai corsi MUA di Bolzano.

La Basilica del Corpus Domini (come non l'avete mai vista)


La Basilica del Corpus Domini
china acquerellata su carta
(dimensioni sconosciute)
executed in (primi anni '60)


La basilica del Corpus Domini è una chiesa torinese in stile barocco, eretta a perenne ricordo del grande miracolo eucaristico che, secondo le testimonianze avvenne nel 1453 nella città di Torino. La chiesa si trova in piazza Corpus Domini, situata lungo via Palazzo di Città, a pochi passi dalla centralissima piazza Castello.
Le fonti storiche del periodo attestano a più voci un prodigioso evento che sarebbe accaduto in Torino, sotto il regno di Ludovico di Savoia, il 6 giugno del 1453, mentre il Piemonte era in guerra con la Francia. La vicenda si lega strettamente alle vicende politiche, poiché Renato d'Angiò, volendo attraversare le Alpi, si diresse verso il piccolo villaggio di Exilles, in Val di Susa, luogo che già all'epoca si presentava fortificato per ovvi motivi strategici sulla vallata.
È, infatti, ad Exilles e non a Torino che la vicenda ha inizio, secondo tradizione. Nel saccheggio che seguì l'occupazione francese, sembra che due uomini della soldataglia francese fossero entrati a forza nella chiesa di San Pietro Apostolo del piccolo paese della Val di Susa e l'avessero depredata, non risparmiando nemmeno il Santissimo Sacramento. Per rivendere il bottino, di consistente valore, si diressero evidentemente a Torino, che raggiunsero il 6 giugno, festa delCorpus Domini; in città, nel luogo ove oggi sorge il luogo sacro, il mulo che trasportava l'ostia consacrata inciampò e cadde, sgualcendo i sacchi con la refurtiva nella caduta e facendo fuoriuscire il contenuto. Dalle cronache, sembra che il Santissimo, libratosi in aria, abbia illuminato la piazza. Accorso il vescovo Ludovico da Romagnano, l'ostia si sarebbe deposta sul calice rubato dai ladri, che venne portato in processione nel duomo di Torino. Lo storico Luigi Cibrario, così ci riferisce l'episodio:

« ...rottasi frattanto la valigia, apparve il sacro vaso coll'ostia, la quale subitamente si levò in alto, cinta di bei fulgori, e tanto vi rimase che il vescovo Ludovico da Romagnano venne processionalmente col clero, e la ricevette nell'aureo calice che umilmente le pretendeva. »
(Luigi Cibrario, Storia di Torino.)

Fonte: wikipedia

La Chiesa della Santissima Annunziata (come non l'avete mai vista)



La Chiesa della Santissima Annunziata a Torino
china su carta 
cm 50 x 70 
executed in1963

Prosegue il tour delle chiese di Sergio Albano. Un'altra opera commissionata a mio padre direttamente dall'architetto Bartolomeo Gallo, figlio di Giuseppe Gallo da Caramagna autore di numerose chiese piemontesi

La chiesa, oggi frutto di una ricostruzione novecentesca, nasce tra 1648 e il 1656 su progetto di Carlo Morello per conto della Confraternita della Santissima Annunziata lungo via Po, l'asse del nuovo ampliamento della città.
Inizialmente l'edificio si presentava con una pianta a navata unica e priva di portici in facciata in continuità con la via. Il fabbricato verrà ampliato poco dopo (1693) con l'ingrandimento del coro e l'aggiunta di due cappelle laterali. Nel settecento la chiesa si arricchisce di importanti opere d'arte come l'altare maggiore di Bernardo Vittone e la macchina processionale in legno realizzata su disegno del Beaumont da Giuseppe e Stefano Maria Clemente e l'altare e relativa balaustra della cappella dell'Addolorata, opera diFrancesco Martinez, nipote di Simone Martinez. La costruzione vedrà la sua facciata completata solo nel 1776 dallo stesso Francesco Martinez, a cui nell'Ottocento verranno aggiunti i portici per adeguarsi alla conformazione della via.
Alla fine del XIX secolo l'edificio non versa in buone condizioni e risulta insufficiente alle necessità della comunità servita dalla confraternita, pertanto nel 1913 ne viene deciso l'abbattimento e la ricostruzione. Il progetto, affidato all'ing. Giuseppe Gallo, comincerà nel 1919 per concludersi definitivamente nel 1934. Il fabbricato attuale risulta spostato sul lato ovest rispetto alla posizione originaria per permettere l'apertura della via S.Ottavio e viene realizzato secondo i canoni del barocco romano, le principali opere originarie vengono ricollocate all'interno.
(fonte: wikipedia.it)

Prima Comunione


Prima Comunione
china su carta
cm
executed in 1966

Esposta per la prima volta solo nel 1998 presso la Galleria Fogliato di Torino, "Prima comunione" è fra i più complessi disegni a china di Sergio Albano. Tipico del suo stile anni '60, è talmente particolareggiata che, per essere apprezzata in tutti i suoi dettagli, andrebbe necessariamente osservata dal vivo (in futuro la riproporremo in qualche mostra). Una delle sue peculiarità è la rappresentazione contemporanea di due luoghi fra loro contigui, ma osservati da due diversi punti di vista differenti: il viale alberato in prospettiva convergente e uno spiazzo affollato, con alcune case sullo sfondo, visto dall'alto. 

Seguono alcuni particolari dell'opera 










TORINO NON E' MAGICA: operazione Galileo Ferraris

Articolo apparso sulla rivista "L'Araldo del Piemonte e della Valle d'Aosta"


e su Civico20 News 


Ho conosciuto Francesco Albano come autore di due magnifici video dedicati a Torino, che considerano la Fontana Angelica e le api come tema decorativo di alcuni palazzi torinesi, che hanno riscosso grande successo con l’elevato numero di letture.
Francesco mi ha inviato questa lettera dove denuncia il grave stato di degrado del basamento del monumento dedicato a Galileo Ferraris (1847-1897), collocato nell’area pedonale della Crocetta, in una aiuola all’incrocio dei corsi Montevecchio e Trieste, a breve distanza dal corso omonimo, gravemente vandalizzato e vittima del disinteresse delle autorità competenti per il restauro.

La riporto qui di seguito:
A sei mesi dalla denuncia da parte del sindaco di Livorno Ferraris, Stefano Corgnati, il monumento a Galileo Ferraris nel quartiere Crocetta rimane orrendamente vandalizzato. A maggio 2015, ignoti hanno decapitato una delle sculture presenti, allegoria della Verità e imbrattato di scritte tutto il basamento, ivi compreso l’enorme viso muliebre, oltraggiando così la memoria dello scienziato livornese.
Galileo Ferraris contribuì alla nascita e allo sviluppo del motore elettrico e, a 114 anni di distanza dalla realizzazione della sua statua, è ancora lassù, immortalato in atto di camminare, pensoso, come quando, in un pomeriggio del 1885, passeggiando lungo le rive del Po, all’improvviso capì come ottenere la rotazione di un campo magnetico. Mentre ai suoi piedi, la statua della Verità, che per lo scultore Luigi Contratti doveva rappresentare “la verità del pensiero sovrano dell’uomo geniale”, resta ancora priva della testa e di un braccio.
Fortunatamente i frammenti della fanciulla, di gusto Art Nouveau, furono recuperati a suo tempo: non sarebbe il momento di effettuare un restauro che includa la presenza di un sistema di sorveglianza o di qualche altra forma di protezione? Perché a partire dagli anni Cinquanta questo sfortunato monumento è stato oggetto di ripetuti atti vandalici. E a nulla sembrano serviti i numerosi appelli, segnalazioni sulle deplorevoli condizioni di abbandono, iniziative contro il degrado delle opere d’arte che nel corso dei decenni si sono succeduti per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica.
Francesco Albano
(Associazione Archivio Sergio Albano)
Le considerazioni dell’amico Francesco Albano sono ampiamente condivisibili e ci auguriamo che l’incuria possa smuoversi e si dia finalmente inizio ai restauri.
Già in passato mi sono occupato di questo monumento a Galileo Ferraris, scopritore del campo magnetico rotante, per ricordare che era stato realizzato nel 1903 da Luigi Contratti (1868-1923) e inizialmente era stato posto sul fianco di Palazzo Madama, dove oggi si trova il Cavaliere d’Italia. Con deliberazione del 25 gennaio 1928 se ne era approvato il trasporto all’incrocio di corso Siccardi con via Cernaia: una schiera di “autorevoli” cittadini, scandalizzati dal nudo femminile della figura femminile, aveva promosso una raccolta di firme affinché fosse collocato altrove, in modo da non dare scandalo ai giovani e giovanissimi frequentatori delle vicine scuole e del campo giochi della Cittadella!
La pressione esercitata da questi benpensanti era stata tale da indurre il Prefetto a invitare la Città di Torino a ripensare questa collocazione poi trovata all’incrocio dei corsi Montevecchio e Trieste (informazioni riportate dal sito del Comune di Torino “Progetto Arte Pubblica e Monumenti”).
Questa collocazione, al tempo periferica, nata dal moralismo perbenista torinese, ha penalizzato il ricordo di questo grande scienziato. Poi sono arrivati i vandali, nel disinteresse per un restauro e una adeguata tutela.
Galileo Ferraris non merita tutto questo!

Foto di Francesco Albano