Via Barbaroux (come non l'avete mai vista)


Via Barbaroux
china su carta
cm 44 x 26 
executed in (primi anni '60)

Una via Barbaroux un po' diversa in questo disegno a china, con il campanile della chiesa di San Francesco D'Assisi, più alto rispetto alla realtà (vedi foto sottostante). 


Il boia di Torino, sua moglie e il pancarrè


Con questo video si fa definitiva chiarezza su Pietro Pantoni, il boia di Torino e sulle leggende che ruotano attorno agli esecutori di giustizia e ai luoghi delle esecuzioni. Alcune di esse riguardano la quotidianità di Pantoni, solitaria e pia. Altre descrivono il sito più "famoso" dove impiccavano i condannati: il Rondò della Forca, tanto amato dagli "esperti" della Torino magica. Altre notizie sono autentiche castronerie -più o meno create ad hoc - scritte da autori interessati più a confezionare velocemente il loro articolo/saggio che a curarne i contenuti

La maggior parte delle cose che si leggono su Pantoni sono infatti "sporcate" da imprecisioni ed errori più o meno clamorosi, che molti blogger e giornalisti prendono come buone. 
Da molti articoli trovati in rete e su varie pubblicazioni si coglie un po' la tendenza a mettere insieme queste notizie per cercare conferma di quanto si dice sul Rondò, e cioè che sia un luogo pieno di "energie negative". Naturalmente sempre senza controllare le fonti e prendendo tutto come buono.

Il mio consiglio è quello di visionare questo post e di trarre le proprie conclusioni. 

Colgo l'occasione per ringraziare il dott. Milo Julini per la preziosissima collaborazione
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La Chiesa Vecchia di Macugnaga, come non l'avete mai vista



Chiesa vecchia a Pecetto (Macugnaga)
olio su tavola
60 x 80 cm
executed in 1962

Opera realizzata da Sergio Albano, all'età di 23 anni, durante un soggiorno in Valle Anzasca
(fonte https://lavalledelrosa.forumfree.it)
Nell'Ossola Inferiore la prima comunità religiosa, detta Pieve, fu costituita nell'odierna

 Pieve Vergonte attorno al IV secolo, con la propaganda dei due Apostoli S.Giulio e S. Giuliano.

 Il 22 settembre 344, San Giulio celebrò una Messa a Pecetto e nel 766 si diede inizio alla prima

 Chiesa in valle Anzasca, a Bannio. Terminò nel 1115, ma da altri documenti non risulta citata

 prima del 1247. La Chiesa vecchia di Macugnaga, in uno strumento datato 7 giugno 1317,

 stipulato sotto il portico "ecclesia S. Marie", prova che la chiesa esisteva già a quel tempo.

 Secondo lo storico Bianchetti, fu largamente restaurata nel 1560, come si vede scolpito

nell'architrave della porta principale.

La Chiesa fu consacrata il 17 giugno 1523. Da parecchi anni è "monumento nazionale".
Sulla sinistra si erge il vecchio tiglio, all'ombra del quale si svolgevano riunioni giudiziarie e amministrative di interesse comunitario. L'imponente albero, che risulta avere più di 700 anni, ha una circonferenza di base di 7 m. 

(fonte https://lavalledelrosa.forumfree.it)

Picnic (2)


Picnic(2)
olio su tavola
60 x 80 cm
executed in 2005

Picnic è stato esposto alla mostra "Mistero verde" tra il dicembre 2005 e il gennaio 2006, presso la Galleria Davico (Torino); un vero gioiello dove si alternano luce ed ombra, dove l'umida oscurità di una roggia, protetta da sambuchi, fa da contraltare al sole che accarezza l'erba, il frumento, la segale, le chiome degli alberi, le montagne cristalline sullo sfondo. 

Michelle


Michelle (particolare) 
olio su tavola 
cm 40 x 40
executed in 1992

Caso più unico che raro, un ritratto eseguito su commissione. Il soggetto è a dir poco originalissimo. Un importante collezionista? Una donna algida e fatale? Macché, una cagnolona bianca e nera appartenuta all'amico d'infanzia Piero Castello!

Giornata Internazionale delle Foreste

Il 21 marzo si celebra la Giornata internazionale delle foreste istituita nel 2012 dalle Nazioni Unite per accrescere la consapevolezza dell’importanza di tutti gli alberi che compongono il polmone verde del pianeta Terra.









La mostra di Sergio Albano e oltre...!

Questo è un modellino scenografico. E va bene, ma che cosa c'entra con la mostra di Sergio Albano?
Intanto incomincio con il pubblicare il mio intervento all'inaugurazione della mostra: Sergio Albano (1939-2008) Dipinti e disegni "Il fascino del mistero". Vi aspettiamo ogni venerdì-sabato-domenica a Palazzo Alfieri, sino al 29 aprile!  


Oltre l'esposizione.. 

Ritornando all'immagine iniziale, vi spiego il perché di questa "intromissione". Non tutti sanno che Palazzo Alfieri è sede della Fondazione Eugenio Guglielminetti. Naturalmente oltre alla mostra di Sergio Albano, consigliamo a tutti gli interessati a visitare il palazzo, ma in particolare il Museo Eugenio Guglielminetti, un'esposizione permanente di sculture e modellini scenografici dedicata a uno fra i più celebri costumisti e scenografi teatrali e televisivi del Novecento. L'idea di adibire i sotterranei del palazzo a questa esposizione permanente ha comportato un profondissimo restauro, regalando al visitatore un'esperienza incredibilmente suggestiva. Da non perdere assolutamente!

Di seguito vi proponiamo alcune immagini delle collezioni di sculture e modellini scenografici per la televisione, per la danza, per il teatro classico e contemporaneo, per l'opera lirica.




alcune scenografie di Guglielminetti adoperate per alcune celebri puntate di Quark








Mi raccomando non perdetevela!

INAUGURAZIONE - Il fascino del mistero

Trionfo a Palazzo Alfieri!

Ecco qualche immagine dell'inaugurazione della mostra "Il fascino del mistero" a Palazzo Alfieri di Asti. Affollatissima e luminosa, piena di gente nuova, studenti di Storia dell'Arte, artisti, pittori e vecchie conoscenze. Vi aspettiamo ogni fine settimana!!


La Famiglia Albano

dal 10-03-2018 al 29-04-2018 - Centro di Studi Teatrali e di Arte Figurativa Asti, Palazzo Alfieri, Corso Alfieri 375

ORARI. La mostra sarà visitabile venerdì sabato e domenica dalle 16 alle 18 dal 6 aprile venerdì, sabato e domenica 16,30-18,30

(da sinistra: Francesco Albano, Carla Bronzino, Gianfranco Imerito - assessore alla Cultura, Giovanni Boccia - presidente del consiglio comunale del Comune di Asti- e il critico Marida Boido Faussone, direttrice della Fondazione E. Guglielminetti)

La presentazione

Una delle sale di Palazzo Alfieri

A zonzo per piazza Alfieri: i totem della mostra!


Le sirene a due code di Torino

Torino ha tante sirene!

Questa volta il nostro cammino ci guida sul fondo del mare per mostrarci un soggetto molto insolito: la sirena bicaudata. In realtà ne avevamo già parlato in un post  di questo autunno intitolato "La sirena a due code della Sacra di San Michele" che ha riscosso un enorme interesse da parte dei lettori.

Se ci pensate, questa leggendaria creatura è radicata nella cultura popolare in modo davvero sorprendente, vuoi per leggende, fiabe e opere d'arte che, negli ultimi secoli, la associano in modo convenzionale ad uno stereotipo di bellezza femminile con capelli lunghissimi e una coda di pesce al posto delle gambe.

Si tratta di una creatura ambigua, simbolo di fascino e persuasione, capace di innamorarsi e compiere miracoli; per molte culture è una creatura benevola, secondo altre è terribilmente ostile o foriera di sventure.

In queste puntate dedicate alle decorazioni zoomorfe, fitomorfe e antropomorfe sugli edifici di Torino, se vogliamo andare alla ricerca di qualche sirena degna di nota non possiamo far altro che dirigerci in due posti: 

1. Esterni di Villa della Regina (Vasca della Sirena

Dentro la fontana trova posto una scultura in marmo raffigurante una sirena a due code mentre sputa uno zampillo

(l'immagine è stata presa dal sito http://www.beniculturali.it/)


2.  Giardini Reali (Fontana della Nereide e i Tritoni

Al centro dei giardini troviamo la Fontana della Nereide e Tritoni (o Fontana dei Tritoni), costituita da un gruppo statuario raffigurante una Nereide circondata da Tritoni, e da tutta una serie di altre creature metà umane e metà pesce. E' stata realizzata dallo scultore Simone Martinez tra il 1765 e il 1768. In realtà le Nereidi, che molti confondono con le Naiadi, non sono proprio delle sirene, bensì Ninfe marine, spesso rappresentate a cavallo di un ippocampo, o di una pistrice. In giro per l'Italia troviamo tante altre Nereidi, ad esempio nella Fontana dei Tritoni in piazza Vittorio Veneto a Trieste, nella Fontana del Nettuno (detta anche "il Biancone") situata in piazza della Signoria a Firenze; oppure nell'immensa Fontana Pretoria, in piazza Pretoria a Palermo. La Nereide dei Giardini Reali ha l'aspetto di una sirena a due code.

(fonte http://viaggi.nanopress.it/fotogallery/fontane-ditalia-le-piu-belle_4587_12.html)
3. Parapetto di Villa Scintilla  

Due sirene a due code.. alate (sic!) sono collocate ai lati del terrazzo di Villa Scintilla, in strada Comunale di Mirafiori 78. Si tratta di un edificio signorile risalente al XIX secolo. Segnalato da www.caus.it

(fonte: http://www.arcase.it/)
3. Ingresso di via Nizza 378

Ai lati di questo portoncino vi sono un paio di sirene bicaudate, intente a sorreggere (per finta) un frontone che racchiude motivi floreali (un gruppo di alghe fluttuanti?)


Prima di commentare queste sculture, vorrei ricordare che l'iconografia della sirena, così come ci è giunta dal Medioevo, è frutto di una progressiva trasformazione nell'immaginario collettivo, probabilmente dovuta alla convergenza di miti provenienti da popolazioni molto distanti fra loro. 

Nei decori architettonici la sirena a due code - simbolo di doppiezza e falsità - in ragione del suo aspetto e della posizione lasciva delle due code è stata a lungo utilizzata per mettere in guardia contro la tentazione della carne o, molto più probabilmente, come simbolo apotropaico. Adesso è simbolo della catena statunitense di caffetterie Starbucks (sic!).


Sirena a due code (da "Naturalis Historia")
Pur corrispondendo a questa descrizione la sirena di Villa della Regina ha un carattere puramente ornamentale, anche se il nudo è esplicito. L'idea di utilizzarla in una fontana è diffusissima, basti pensare per esempio alla monumentale Fontana del Nettuno a Bologna (piazza del Nettuno); alla Fontana di Sant'Andrea ad Amalfi (via Duca Mansone I); alla Fontana della Sirena a Carrara (via Carriona), tutte con statue di sirene a due code che zampillano silenziose.


Se invece ci spingiamo lungo via Nizza, fin quasi all'angolo con corso Maroncelli, al numero 378 di un palazzo un po' strano, dallo stile eclettico non facilmente decifrabile, eterogeneo (anche per via del quarto piano che, a tutti gli effetti, sembra frutto di una sopraelevazione), ci sono due sirene a due code molto diverse da quella della Vasca della Sirena.

Prima di tutto le code non sono divaricate, bensì attorcigliate e, in mezzo alle gambe, c'è una foglia di acanto. L'impiego di questo ornamento risale all'antica Grecia (lo troviamo su capitelli, bassorilievi, ecc..) e percorre numerose epoche, fino ai giorni nostri. Simbolo di verginità, il motivo della sua collocazione si commenta da se.




E voi, che cosa ne pensate? Sapreste segnalarmi altre interessanti sirene?




Il fascino del mistero: MOSTRA PERSONALE DI SERGIO ALBANO







"Il fascino del mistero"
DIPINTI E DISEGNI
DI SERGIO ALBANO (1939-2008)

Vernissage: 10 marzo ore 17:00

la mostra rimarrà aperta sino al 29 aprile 2018

Dove: Asti (AT)
location: Fondazione Eugenio Guglielminetti, 
Centro di Studi Teatrali e di Arte Figurativa
Palazzo AlfieriCorso Alfieri 375
Orario:
venerdì, sabato e domenica: 16:00 - 18:00
dal 6 aprile: venerdì, sabato e domenica 16:30 - 18:30 

MAGGIORI NOTIZIE NEL COMUNICATO STAMPA ALLEGATO

COMUNICATO STAMPA
SERGIO ALBANO, l’enigma del tempo.

Sabato 10 marzo 2018 alle ore 17, in Asti presso la Sede della Fondazione Eugenio Guglielminetti (corso Alfieri 375, Palazzo Alfieri), sarà inaugurata la mostra “Il fascino del mistero”, nel decennale della scomparsa del Maestro. La mostra, promossa dalla Fondazione Eugenio Guglielminetti in collaborazione con l’Archivio Sergio Albano, presenta ventidue dipinti e sette opere grafiche provenienti da collezioni private, a testimonianza della rigorosa ricerca condotta lungo quattro decenni. 
Nato a Torino nel 1939, coltiva il disegno sotto la guida del padre Mario Albano (Torino 1896- 1968) e dello zio materno Carlo Musso (Torino 1907- 1968), frequenta il Liceo Artistico alle lezioni di Gregorio Calvi di Bergolo e di Carlo Terzolo, quindi l’Accademia Albertina, approfondendo le testimonianze architettoniche barocche di Juvarra, Vittone, Benedetto Alfieri e le esperienze pittoriche fiamminghe. L’esordio espositivo alla Galleria “Fogliato” (Torino, 1961) è accolta con favore dal critico Marziano Bernardi per “audacia di taglio espressivo” e numerosi riconoscimenti accompagnano le partecipazioni alle rassegne nazionali ed internazionali del tempo.
L’osservazione della realtà sulla tela diventa spazio ideale, su cui svettano severe architetture dai volumi serrati, piani scanditi da linee geometriche inclinate, sintesi di natura e di esistenza (Alta Val Tanaro; Santuario sul lago; Roggia; Inverno; Risaie). La  sperimentazione di Sergio Albano sul colore diviene negli anni l’energia strutturale della composizione, suggerendone la forza, l’immaginazione, l’emozione e la luce. Ogni dipinto allude ad un frammento vissuto, tra esperienza e sogno, una sequenza drammatica e sospesa, nel mistero stesso della vita (Il vicino di casa; Alla finestra; Interno).  
Poetica enigmatica e preziosità timbrica hanno contraddistinto la creatività pittorica di Sergio Albano, docente di figura nei Licei Artistici di Torino, alla Scuola Nazionale di Cinema di Animazione a Chieri, fondatore del “Gruppo d’Arte di via Perrone” presso lo  studio torinese, che fu di Umberto Mastroianni e di Carlo Terzolo. Tra le numerose mostre personali, accanto ai costanti incontri con il pubblico piemontese a Torino, Valenza, Asti, Susa, Torre Pellice, Roddi, si ricordano: Galleria Man Arte di Parigi (2001), la Sala personale all’Art Expo di Ginevra (2001) e di New York (2002), le mostre antologiche a Grugliasco (Villa Boriglione, 2003), Asti (Centro Giraudi Arte e Spettacolo, 2006), a Chieri (Imbiancheria del Vajro, 2007), a Pianezza (Villa Casalegno, 2007),  Roddi  (Castello, 2008), Jinan, Cina, spazio personale (Art Gallery Museum, 2008). Tra le presenze postume si annoverano: Torino, Regione Piemonte, (Piemonte Artistico e Culturale, Torino 2010); Cherasco  (Palazzo Salmatoris, 2012), Bad Frankenhausen, Germania, spazio personale (Panorama Museum 2012); Sacra di San Michele, Foresteria Grande, mostra collettiva (Sant'Ambrogio di Torino, 2014), Guarene (Casa Casavecchia, 2015); 
La mostra, a cura di Marida Faussone e Francesco Albano, sarà visitabile fino al 29 aprile 2018 con il seguente orario: venerdì, sabato e domenica 16-18 e dal 6 aprile 2018: venerdì, sabato e domenica 16,30-18,30. Ingresso libero.

Info: www.comune.asti.it; fond.eugenioguglielminetti@gmail.com